Russia, possibili sanzioni da Strasburgo per il processo Khodorkovskij

Gen 17th, 2011 | Category: Esteri

Di nuovo un dissidente che viene arrestato nella Russia di Putin e stavolta la bacchettata viene anche dal Parlamento europeo che vuole sanzionare economicamente e  sui visti i funzionari pubblici russi coinvolti nel processo all’ ex magnate del petrolio Mikhail Khodorkovsky e del suo socio Platon Lebedev, condannati a scontare 14 anni di carcere.

In realtà Khodorkovskij, in prigione dal 2003, avrebbe già dovuto essere fuori come previsto dal codice penale russo avendo scontato metà della pena, ma è stato riaccusato, e ricondannato, per la seconda volta per frode e appropriazione indebita e riciclaggio, anche se queste condanne sollevano i dubbi della comunità internazionale tra cui Hilary Clinton, segretario di stato U.S.A., la quale dichiara: “gravi problemi su alcuni processi e sul rispetto della legge che viene messo in ombra da considerazioni politiche” e assicura che gli Stati uniti seguiranno il processo di appello.

Così come il leader dell’ Udc Casini il quale, a seguito della condanna ha scritto una lettera al premier per spingerlo a interessarsi a questo caso  e a fare da intermediario per Khodorkovskij con queste parole: “La invito nuovamente, pertanto, ad attivarsi personalmente e concretamente, scegliendo la strada della giustizia e della certezza del diritto. Signor Presidente del Consiglio, Le relazioni economiche e commerciali sono importanti e la Russia rappresenta senz’altro un partner strategico per il nostro Paese, specialmente sul fronte energetico. Ma il rispetto e la tutela della dignità umana, hanno un valore assai superiore”.

Dunque un accorato appello di Casini il quale si erge a paladino dei diritti umani, e non inutilmente visto che la situazione in Russia è tutt’ altro che cristallina con i leader delle opposizioni in carcere o costretti a improbabili alleanze per contrastare lo strapotere del Governo.

Un altro detenuto doc è infatti Boris Nemtsov, ex vicepresidente sotto Etsin  e odierno leader del movimento liberale, arrestato il 31 Dicembre nel massimo riserbo dei mass-media i quali hanno sprecato due parole nei Tg per poi far affondare il tutto nell’ oblio delle ferie, rimanendo notoriamente chiusi in Russia i giornali almeno fino il week-end del 7 Gennaio per il natale ortodosso.

Pochi infatti i manifestanti che da giorni si riuniscono in via Tverskaja, sede del Municipio, in sovrannumero i poliziotti tra i quali quelli del tristemente noto Reparto E, celebre per provocare scontri atti a giustificare manganellate e altri abusi,m vecchio spauracchio di un regime che dovrebbe essere stato dimenticato.

Anche le regole per la manifestazione in Russia seguono un corso particolare: è vietato tenere in due lo stesso cartello, bisogna farsi perquisire dalla polizia in tranquillità, allontanarsi da soli e non destare sospetti.

Un logoramento continuo che impedisce al movimento di prendere piede in quanto tutto è studiato dal governo per conservare una parvenza di libertà (nessuna legge vieta infatti tecnicamente il diritto di manifestazione) ma che in realtà richiama alla mente il regime sovietico anche se la situazione si è di certo allentata.

Nonostante questo l’ opposizione continua  a crescere, nelle strade, nelle università e il boicottaggio si fa sempre meno pronto riaccendendo le speranze del popolo russo di poter esprimere democraticamente il proprio  dissenso.

 

Anastasia Latini