Russia, Putin presidente per la terza volta

Mar 12th, 2012 | Category: Esteri

Putin è stato eletto presidente della Russia al primo turno con un ampio margine senza bisogno di tornare nuovamente alla urne. Ha ottenuto oltre il 63% dei voti, mentre al secondo posto si è piazzato il comunista Guennadi Ziugànov, con il 17,19%, e al terzo posto il miliardario Mijaìl Pròjonov, con circa 7,78% dei voti. Putin è stato presidente per otto anni, essendo stato eletto nel 2000 e nel 2004. “Abbiamo vinto” ha esclamato in due occasioni, davanti più di 100.000 persone sotto le mura del Cremlino. Qualche lacrima è scesa dagli occhi del neo presidente, causata, secondo quanto detto dopo, dal vento. “Abbiamo dimostrato che non si può imporre niente e nessuno. La nostra gente è capace di distinguere il desiderio di rinnovo dalle provocazioni politiche il cui unico fine è distruggere lo stato russo ed usurpare il potere” ha dichiarato. “Non consegneremo questa vittoria. Necessitiamo di questa vittoria affinchè la Russia sia moderna, forte ed indipendente” ha detto Dmitri Medvédev, presidente uscente. Anche stavolta, come già successo alle elezioni parlamentari di dicembre, l’opposizione russa ha denunciato brogli e irregolarità nel voto, nonostante l’avvenuta installazione di webcam in diversi seggi, e la presenza di molti osservatori internazionali. Secondo l’organizzazione non governativa Golos che ha inviato dei propri osservatori in diverse città, ad esempio, i dati forniti dalla commissione elettorale sono stati gonfiati del 14% nel caso di Putin, che quindi in base a dei loro calcoli, avrebbe ottenuto poco più del 50%. A sostenere le accuse degli oppositori ci sono alcuni video che sarebbero stati ripresi dalle webcam presenti nei seggi. In uno di questi, si vedono alcune persone inserire una scheda dopo l’altra nelle urne. Dopo che il video è apparso su internet, la Commissione elettorale centrale di Mosca ha subito deciso di intervenire facendo sapere che i risultati del seggio in questione saranno invalidati. Le opposizioni sono passate subito dalla parole ai fatti, scendendo in piazza a Mosca (in piazza Pushkin) come a San Pietroburgo (nei pressi della cattedrale di Sant’Isacco), per chiedere riforme politiche e contestare quello che per loro è il regime di Putin. Nella capitale secondo la polizia i partecipanti sono stati 14.000, mentre gli organizzatori dal palco hanno parlato di 20-40.000 persone. Non sono mancati però scontri e disordini tra polizia e manifestanti, 550 dei quali

sono poi stati tratti in arresto. Tra i fermati nella capitale spiccano il blogger simbolo dell’opposizione Alexei Navaln, il leader del fronte di sinistra Sergei Udaltzov, l’attivista ambientalista russa Yevgenia Chirikova e lo scrittore Eduard Limonov. Le manette nei confronti di quest’ultimo e nei confronti di un gruppo di contestatori sono scattate non appena i manifestanti hanno cominciato cercato di scendere in un corteo non autorizzato verso il Cremlino. Ad ogni modo, a due giorni dalle presidenziali, il premier russo Vladimir Putin ha ammesso che sono state commesse irregolarità, anche se a suo parere non tali da inficiare l’esito della consultazione, come sostenuto invece dalle forze di opposizione e da molti analisti stranieri. “Naturalmente, abusi se ne sono verificati”, ha riconosciuto Putin nel corso di un incontro con un gruppo di giovani osservatori elettorali.“Bisogna denunciarli, e su tutti va fatta luce”, ha sottolineato, “Si deve indagare e chiarire le cose in modo che chiunque sappia che cosa è successo. Confido che vi sia la massima vigilanza, e che la situazione sia sottoposta ai controlli più severi, in modo che non possa esservi alcun gioco sporco”. Putin ha quindi espresso l’auspicio che tutti i ricorsi e i reclami siano esaminati con attenzione dalle autorità competenti mentre, per quanto riguarda le proteste degli oppositori sull’esito delle elezioni, si e’ limitato a osservare che il dissenso “è un elemento della lotta politica”.