Scambio di spie U.S.A. – Russia

Lug 19th, 2010 | Category: Esteri

Gli Stati Uniti hanno “scambiato” con la Russia le spie sovietiche arrestate il mese scorso. Le spie russe sono state scambiate con quattro uomini imprigionati in Russia, accusati di avere contatti con le agenzie di intelligence occidentali. Questo scambio ha portato ad una rapida conclusione di un episodio che ha minacciato di interrompere le relazioni tra i paesi.

Le 10 spie si sono dichiarate colpevoli dopo essere state interrogate a lungo. Tutte le spie sono state condannate e sono state trasferite alla custodia dei russi nell’ambito di un accordo in cui Mosca ha rilasciato quattro prigionieri, tre dei quali sono stati condannati a pene molto severe dopo essere stati giudicati colpevoli di tradimento per spionaggio.

La rapida conclusione dei casi, avvenuta appena 11 giorni dopo l’arresto delle 10 spie in territorio statunitense, ha evocato dei ricordi della contrattazione dei tempi della guerra fredda, ma ha sottolineato la nuova era di relazioni tra Washington e Mosca. Il presidente Obama ha “resettato” i rapporti russo-americani e li ha riconosciuti come priorità assoluta della politica estera. La collaborazione tranquilla per lo “scandalo spie”, indica che il Cremlino collabora pienamente con la Casa Bianca.

“L’accordo che abbiamo raggiunto oggi, prevede una risoluzione di successo per gli Stati Uniti ed i suoi interessi”, ha detto il procuratore generale Eric H. Holder Jr. in un comunicato.

Poche ore dopo il processo delle spie russe a New York, il Cremlino ha annunciato che il presidente Dimitri Medvedev aveva firmato la grazia per i quattro uomini considerate spie dopo che ciascuno di loro aveva firmato delle dichiarazioni d’ammissione di colpa.

Il Cremlino li ha identificati come Igor V. Sutyagin, un ricercatore degli armamenti detenuto per 11 anni; Sergei Skripal, un colonnello in servizio per l’intelligence militare russa condannato nel 2006 a 13 anni per spionaggio a favore della Gran Bretagna: Aleksandr Zaporozhsky, ex agente con il servizio d’Intelligence Russo per l’Estero condannato ad una pena di 18 anni; e Gennadi Vasilenko, ex maggiore del KGB che era stato arrestato nel 1998 per avere avuto dei contatti con un ufficiale della CIA.

“Questa azione è stata condotta nel contesto generale di miglioramento delle relazioni russoamericane”, ha detto il ministero degli esteri russo.

Un portavoce della Casa Bianca, Ben Rhodes, ha dichiarato che l’episodio non pregiudicherebbe il “reset” e che le due parti avrebbero cooperato quanto possibile.

Tutte e dieci le spie, in tribunale, si sono dichiarate colpevoli di cospirazione e di agire come un agente di un governo straniero. Alcuni di loro hanno anche deciso di rinunciare a beni, anche in campo immobiliare, negli Stati Uniti.

Le spie comprendevano diverse coppie sposate con figli. I funzionari americani hanno detto ai figli che, dopo lo scambio, sarebbero stati liberi di lasciare gli Stati Uniti con i loro genitori. Forse la più famosa degli agenti era la giovane ragazza Chapman, che gestiva un’impresa di proprietari di immobili. La ragazza aveva raggiunto un certo grado di notorietà, dopo che i giornali scandalistici di tutto il mondo hanno raccontato la sua vita sessuale e stampato delle sue foto in abiti succinti.

Non mancano i detrattori dello scambio di spie. David J. Kramer, un ex-segretario assistente di Stato sotto la presidenza di George W. Bush, si chiede però se l’amministrazione Obama avrebbe potuto ottenere un trattamento migliore: “la Casa Bianca rischia di apparire debole e spazzare i problemi sotto il tappeto”, ha detto.

Ma i sostenitori dell’amministrazione Obama dichiarano che il caso di spionaggio non deve

compromettere il rapporto del Trattato tra Russia e Stati Uniti. Richard R. Burt, ex negoziatore per il controllo degli armamenti nucleari, che ora è a capo di un gruppo pro-disarmo nucleare chiamato “Global Zero”, ha sottolineato che gli Stati Uniti hanno ratificato i trattati durante la guerra fredda, quando ci fu una campagna di spionaggio attiva combattuta tra le due potenze. “Questo Trattato si basa sulla fiducia”, ha detto Burt.