“Shame”: la marcia della vergogna Belga contro una politica incapace

Gen 31st, 2011 | Category: Esteri

Erano più di 50.000 i belgi scesi in piazza a Bruxelles per manifestare contro una classe politica incapace di formare un governo, a distanza di sette mesi dalle elezioni di giugno. Il corteo, formato da moltissimi studenti, giovani e famiglie con bambini, si è svolto in maniera del tutto pacifica e non è stato sponsorizzato da nessun partito politico, in quanto espressione dell’impotenza popolare di fronte ad una classe politica incompetente. “Se ci fosse una tassa sull’incompetenza, il Paese si autofinanzierebbe”, “Politico, svegliati!”, “Finita la ricreazione è tempo di governare”,  recitano alcuni cartelli.  L’unico incidente è stato il fermo di cinque attivisti del Tak (Taal Aktie Komitee), un gruppo nazionalista composto dai fiamminghi più radicali, intento a rompere e a rovesciare per strada alcune cassette contenenti volantini con gli slogan della manifestazione. Gli attivisti del Taak sono noti per le loro azioni di disturbo. E proprio venerdì 21 un gruppetto di loro ha fatto irruzione nella casa del sindaco mentre era in corso una festa, aggredendo verbalmente i partecipanti e suscitando la condanna di tutto il mondo politico. Intanto i francofoni hanno invitato tutti i partiti politici a sedersi di nuovo intorno al tavolo per riprendere in maniera concreta i negoziati, non lasciando cadere nel vuoto i segnali venuti dalla piazza. Una piazza  che ha sicuramente dato vita a una delle più grandi manifestazioni della storia del Paese. Dopo le elezioni del 13 giugno scorso, il Parlamento non è riuscito a esprimere un esecutivo, fino ad arrivare a più di 225 giorni di negoziati privi di sbocco per uno dei paesi più complessi d’Europa. Lo animano due popoli che convivono a fatica, i valloni e fiamminghi, uniti da una struttura fortemente federale e divisi sul resto, tanto che qui tutto è doppio, dalle lingue ai partiti alle federazioni sportive. Le urne hanno premiato gli indipendentisti delle Fiandre e i socialisti francofoni. Il re Alberto II ha mediato abilmente mentre i leader hanno litigato su ogni cosa. Fallita ai primi di gennaio l’ultima mediazione del conciliatore Johan Vande Lanotte, progressista fiammingo, i belgi si sono accorti di non poterne più di questo teatrino politico e hanno deciso di unirsi alla marcia denominata “Shame”, vergogna, indetta spontaneamente da 5 studenti universitari: Simon Vandereecken, Alex Hermans, Thomas Royberghs, Felix De Clerck e Thomas Decreus: cinque ragazzi, fiamminghi e francofoni, che neppure si conoscevano prima di trovarsi a condividere in rete nel dicembre scorso il fastidio per l’irrisolvibile stallo della politica locale. “ La manifestazione è un nostro successo e una sconfitta della politica, che non riesce a negoziare, che non riesce a trovare un accordo”, ha sottolineato Thomas Royberghs, “Noi ci siamo riusciti”. In questo senso, questo corteo e’ una pesante sconfitta della politica”. Alla fine della manifestazione, sponsorizzata tramite Facebook ed altri social network, i cinque giovani organizzatori hanno letto uno stesso testo in quattro lingue diverse (quelle ufficiali del Belgio, olandese, francese e tedesco, più l’inglese) col il quale hanno esortato i politici a rendersi conto dei disagi della popolazione, nonché a “lavorare insieme sapendo che sono di più le cose che ci accomunano che quelle che ci dividono”.  Uno striscione recita “Campione del mondo”, con riferimento al primato per la nazione più a lungo senza governo, attualmente detenuto dall’Iraq. Fra meno di 60 giorni il record sarà del Belgio, terra dove si condensano nazionalismo, rifiuto della politica e crisi del debito pubblico.