Trionfa Hollande: il segnale di una nuova Europa

Mag 14th, 2012 | Category: Esteri

franciaSe anche la Francia, da sempre roccaforte di una destra europea tra le più significative, vede ascendere all’Eliseo un Presidente socialista, questo è un segnale forte, che travalica i confini nazionali.

Era da diciassette anni che un esponente del partito socialista non veniva eletto dal popolo francese per ricoprire quella carica che rende la Francia unica nella sua forma di governo (si parla infatti di semi-presidenzialismo alla francese), da quando un altro François, stavolta Mitterand, ha varcato la fatidica soglia per ben due volte, la prima nel 1981 e la seconda nel 1995.

D’altronde Hollande ha conosciuto bene lo storico Presidente, essendo stato suo consulente durante il primo mandato e condividendo con lui le origini provinciali, di quella Francia profonda, che ha dato i natali a tanti premier francesi.

“Monsieur Normal” è di Rouen, e ci tiene a quell’aria da medico di provincia che ha mantenuto durante tutta la campagna elettorale, di cui ha visto gli esiti dalla sua Tulle, in Corrèze, per poi festeggiare quel 51,7%  insieme ai suoi sostenitori a Parigi.

Adesso che la vittoria è certa si aprono i dibattiti: quanto di questo risultato è stato merito del rappresentante, fino ad oggi sempre rimasto in seconda linea, e quanto di quel ripudio della Francia per Sarkozy e le sue politiche fiscali (oltre che per la sua condotta)?

I maligni mormorano già che Hollande ha beneficiato di due eventi chiave che gli hanno permesso di ricoprire questa carica: la caduta di Strauss-Khan, investito da uno scandalo sessuale che lo stesso ha imputato a una macchinazione di Sarkozy, suo probabile sfidante alle presidenziali, e la discesa rovinosa dell’ex Presidente nel gradimento dei suo cittadini.

Infatti i francesi hanno smesso di amare Sarkò da ben prima di questa sfida elettorale, sia per le sue uscite goliardiche che per lo stile di vita non adatto alla moderata ed elegante Francia, che mal ha sopportato di vedere il suo primo cittadino in vacanza in yacht, soprattutto durante la burrascosa crisi economica che non tutti pensano sia stata da lui ben gestita.

L’asse Parigi – Berlino è stato forse il tallone d’Achille della passata amministrazione per quel che riguarda il fronte esterno, e sembra destinato a un rapido epilogo visto che Hollande ha fatto suo punto di forza la rinegoziazione del Fiscal Compact con la Germania, sacrificando l’austerity alla crescita.

Il suo primo viaggio di Stato lo porterà infatti oltre Reno, ad incontrare il Cancelliere tedesco  che dovrà probabilmente adattarsi al suo nuovo interlocutore rapidamente e efficientemente, visto che da tutta Europa si leva un grido di ribellione contro la Germania dei sacrifici, anche dallo stesso duo dei “Super Mario” (Monti e Draghi) che hanno già espresso la loro inclinazione a favorire finalmente misure di crescita.

Nonostante la Merkel abbia dichiarato che accoglierà a “braccia aperte” il Presidente socialista, la sua stessa pubblica opinione vede come una sua personale disfatta l’esito delle elezioni francesi, avendo la signora appoggiato fino all’ultimo lo sconfitto Sarkozy, il quale nel frattempo ha annunciato un suo ritiro dalla scena politica, almeno per un po’ di tempo.

Amare le dichiarazioni dell’ex Presidente: “Torno a essere francese tra i  francesi. Non sarò mai come quelli che ci hanno combattuto. François Hollande è il presidente della Francia e deve essere rispettato” e continua assumendosi la colpa di questa debacle: “Non vi dividete, restate uniti, è mia tutta la responsabilità di questa sconfitta” ha annunciato rinunciando a guidare il suo partito alle legislative di Giugno, che se vedranno anche qui la vittoria dei socialisti, assicureranno ad Hollande tutto lo spazio di manovra necessario per varare quelle riforme, da lui promesse in campagna elettorale, che la Francia chiede a gran voce, così come l’Europa.

 

 

Anastasia Latini