Unione religiosa omosessuale in Inghilterra. Presto in Parlamento la proposta di legge

Feb 21st, 2011 | Category: Esteri

Dal 2005 in Gran Bretagna sono legali i cosiddetti ‘Civil Partnership’, legami civili tra omosessuali che equivalgono al matrimonio; una cerimonia laica dove non è consentita la lettura di Testi Sacri e di inni religiosi. L’unione civile tra omosessuali è consentita, da qualche anno, anche in Canada, Islanda, Paesi Bassi, Sudafrica, Svezia, Spagna e in alcuni stati americani. Alcuni gruppi omosessuali considerano questo tipo di unione un matrimonio di serie B, di seconda classe, non attribuendogli lo stesso valore simbolico di quello celebrato religiosamente. A proposito di questo la destra inglese dice si ai matrimoni religiosi omosessuali; il governo di David Cameron si accinge a cambiare le leggi sulle unioni omosessuali. Il sottosegretario alle pari opportunità, Lynne Featherstone, presenterà a breve una proposta di legge al Parlamento per modificare l’attuale legge sui matrimoni, e consentire anche alle coppie gay di celebrare l’unione in un luogo di culto “Non forzeremo nessuna confessione religiosa a fare qualcosa che è contrario alla propria fede ma a nessuno sarà impedito di farlo”; ogni confessione religiosa, infatti, sarà libera di decidere autonomamente se consentire o meno queste celebrazioni nei propri luoghi di culto; a questo proposito il mondo religioso si divide tra chi è favorevole e chi si ritiene assolutamente contrario: i Quaccheri, movimento religioso appartenente al Protestantesimo, si dicono d’accordo; la religione ebraica è divisa tra rabbini liberali, favorevoli, e rabbini ortodossi, contrari; la Chiesa Anglicana, dove i vertici più conservatori si schierano contro, è messa sotto pressione da questa riforma; John Sentamu, arcivescovo di York, ha spiegato alla BBC che, nonostante egli creda nella parità dei diritti e nella democrazia liberale, non vuole che alle Chiese venga detto cosa fare; nel contesto anglicano un gruppo di vescovi anglicani è a favore della riforma, dichiarando che “non è giusto negare  alle coppie gay la scelta tra matrimonio civile e religioso che le coppie eterosessuali hanno”.  La Chiesa Cattolica e la religione islamica si dichiarano totalmente avversi alla riforma. Una rivoluzione culturale, dunque, quella che ormai ha preso piede in più parti del mondo; un cambiamento che trasforma la definizione legale di matrimonio come unione tra uomo e donna; e in questo clima di profonde trasformazioni, Grecia e Italia sono gli unici paesi europei a non riconoscere le unioni omosessuali.

Beatrice Taurino